< ITALIA

Archiviato

Martedì 07 Febbraio 2017 > 18:00 >

Federico Zandomeneghi, un impressionista italiano a Parigi

PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO

Federico Zandomeneghi - La vita e l'arte

Di Leandro Giribaldi

Un impressionista italiano a Parigi!

Con la voce di Amerigo Fontani, Oscar con "La vita è bella" di R. Benigni

Saranno presenti alla proiezione il regista Leandro Giribaldi e Francesca Dini, storica dell'arte, curatrice scientifica del documentario

--------------------------------

Il documentario racconta la vita e l'arte di Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) attraverso i suoi quadri più importanti e grazie anche a frammenti di alcune sue lettere, perlopiù scritte agli amici toscani. Si descrive così la sua evoluzione artistica e le sue vicende umane: dai ritratti veneziani alla scoperta della luce nella Toscana dei macchiaioli, ai dipinti di ispirazione sociale, fino ad arrivare  allo splendore cromatico del periodo impressionista e post-impressionista.

Federico Zandomeneghi proveniva da una famiglia di scultori veneziani ma non esercitò mai l’arte di famiglia. Fu anzi un pittore anti-accademico, legandosi inizialmente ai macchiaioli toscani. Patriota e insofferente al dominio asburgico di Venezia, poco più che ventenne, scappò dalla città natale per stabilirsi a Firenze. Partecipò alla terza guerra d’Indipendenza e divenne amico di Abbati, Signorini, Fattori, seguendo il loro esempio di pittori realisti. In particolare, Zandomeneghi si legò molto al critico e mecenate Diego Martelli. Nel giugno del 1874 Federico decise repentinamente di partire per Parigi.
Dopo essere stato un ponte culturale fra Venezia (“patria del colore”) e Firenze (“patria del disegno”), Zandomeneghi divenne in pochi anni uno dei più importanti impressionisti di Parigi. Divenne amico di Degas, Renoir, Pissarro, Guillaumin, Gauguin, fu fra i primi maestri di Toulouse-Lautrec.
Ma i primi anni furono difficili, non era un carattere accomodante, non faceva vita di società. Lo aiutò e incoraggiò proprio Martelli, il critico fiorentino che visse un anno a Parigi, fra il 1878 e il 1879. Zandò, come lo chiamavano a Parigi, partecipò a varie collettive impressioniste e negli anni Novanta entrò a far parte, con un contratto capestro, della maison del potente mercante Durand-Ruel. Non tornò mai più in Italia.

 

Crediti

Regia, sceneggiatura, montaggio: Leandro Giribaldi

Curatela scientifica e testo: Francesca Dini

Voce Zandomeneghi: Amerigo Fontani

Voce Narratore: Massimo Tarducci

Musiche: Marco Bucci, Claude Debussy

Aiuto regia: Patrizia Sommi

Produzione esecutiva: Ombre Elettriche

Durata: 36'

Anno di produzione: 2016

 

Leandro Giribaldi

Leandro Giribaldi ha cominciato ad occuparsi di cinema fin dai primi anni Ottanta, realizzando alcuni cortometraggi in super-8 e 16 mm. E' stato allievo di Ermanno Olmi e Mario Brenta a Ipotesi Cinema. Ha realizzato, come sceneggiatore e regista, molti cortometraggi e documentari, diversi dei quali dedicati all'arte. Fra questi: “Pinocchio, il pescecane e il mare all’Osmannoro” (1995); “Giovanni Fattori pittore del vero” (2001); “I Macchiaioli” (2003); “Un giorno come un altro” (2004), “Angeli del fango” (2006), “Jorio Vivarelli scultore – La materia della vita” (2009); “Il Futurismo a Firenze” (2009), “Kaleidoskop” (2012). Nel 2016, oltre a “Federico Zandomeneghi”, ha diretto e montato alcuni documentari dedicati ai 50 anni dell'alluvione di Firenze, fra i quali “Ritratto di Bargellini”.

http://www.leandrogiribaldi.it/ (sul sito è visibile il trailer del documentario)

Dove

Institut français Firenze - Palazzo Lenzi

Indirizzo: Piazza Ognissanti, 2

Città: Firenze

vai alla pagina del contenuto >